La chiesa e il convento di S.Francesco al Confortino

La chiesa, che in origine aveva accanto un convento dei PP. Minori Conventuali francescani, oggi è in territorio comunale di Crespellano ma è proprietà della parrocchia di Anzola dell’Emilia.
Pare che S.Francesco, nel suo pellegrinare, abbia portato la parola di Cristo anche sulle colline di Monteveglio – dove fu fondata un’antichissima abbazia – e le terre della Valsamoggia conservarono il ricordo del santo dedicandogli due chiese: una a Crespellano (sopra a Pragatto) e l’altra a Confortino.
Il primo oratorio fu costruito dai padri francescani subito dopo la canonizzazione di Francesco d’Assisi, e in una annotazione del Messale rosso, conservato nel convento di S.Francesco in Bologna, si accenna a questa chiesa sotto la data 1232, mentre il secondo fu edificato a Confortino per volontà di Confortino dè Conforti che il 2 ottobre 1291 dispose – presso il notaio Guglielmo Canuti di Bologna – che in una sua proprietà nel Comune di Anzola detta il Castellaro di Spelanzano (o Splanzano) fosse fabbricata una chiesa con alloggio per un sacerdote ed un chierico, e che ai due religiosi, in cambio della regolare celebrazione dei Sacri Uffici, fossero concessi l’alloggio e il vettovagliamento in quantità sufficiente per il loro sostentamento.

Chiesa San Francesco Confortino

Archivio di Stato – Bologna – Demaniale, 330/5073
Palazzo Marescotti e la chiesa di S.Francesco di Confortino in una pianta del 1607. Le strade indicate esistono tutt’oggi (via Ponte Asse, via Confortino, via Tombetto). Si noti “La Frabaria” prima del ponte sul Martignone.

Il figlio di Confortino, Melchior o Melchiorre, ebbe dal padre l’obbligo di rispettare queste volontà e il diritto a nominare sia il sacerdote che il chierico. Tre anni dopo, il 4 dicembre 1294, Confortino Conforti cambiò idea e modificò le sue volontà ordinando al notaio Canuti di inserire un codicillo che impegnava il suo erede ad erigere non solo una chiesa, ma anche un convento che doveva essere a disposizione dei Padri Minori di S.Francesco. Il convento doveva essere sufficientemente ampio per contenere il dormitorio, il capitolo, il refettorio e gli altri locali necessari per le funzioni del nuovo complesso monastico. Inoltre, il figlio Melchior doveva assicurare annualmente ai frati delle derrate alimentari pari a 50 corbe di frumento, 60 corbe di vino puro e 35 lire per la festa annuale di S.Michele.
La chiesa e il convento furono probabilmente costruiti in pochi anni, perché il 13 maggio 1303 Melchior Conforti redasse le sue volontà testamentarie presso il notaio Giacomo di Bonavolta Sedazzari di Bologna e lasciò alle suore di S.Francesco (e in caso di loro rinuncia ai frati della Penitenza di Bologna) un suo podere, stabilendo che l’usufrutto venisse devoluto ai P.P. Minori del Castellaro, cioè del Confortino (donc dicti Fratres stabunt ad dictum locum et divino officio celebrabunt et sint numero quattordecim). Suo figlio Bartolomeo ordinò nel 1344 che anche i suoi eredi fossero obbligati a sostenere il convento e i frati, facendo uso delle rendite stabilite da suo nonno e ampliate da suo padre.
Il convento rimase attivo con una comunità di frati fino al 13 gennaio 1462, dopodiché fu soppresso dal pontefice Pio II su richiesta degli stessi Padri francescani, lasciando però un solo frate per la cura della chiesa, delle anime e, cosa di non poco conto, delle proprietà circostanti.
Come si può vedere nelle piante dell’epoca (figura in cima alla pagina), nel 1607 il convento era ancora aperto. Si trovava accanto alla chiesa e al centro di un podere coltivato, unitamente… all’Abitazione dei Lavoratori (che erano gli operai che coltivavano i campi dell’annesso podere), con forno, cimitero e altre soprastanze. Nella pianta si vede un porticato, in angolo fra la chiesa e il convento, che oggi non esiste più.
Per quasi due secoli (dal 1462 al 1652) un frate rettore venne sempre nominato dal Capitolo Provinciale di Bologna e destinato a Confortino, fin quando papa Innocenzo X proibì ai Regolari di ogni Religione di sostare per la notte nei conventi del contado. Di conseguenza, anche il confratello che svolgeva le funzioni di rettore della chiesa del Confortino dovette abbandonarla definitivamente. La cura delle anime e della chiesa fu così affidata ad un sacerdote secolare, pagandogli la limosina ogni mese, per assolvere agli obblighi di sacrestia (svolgere le normali funzioni religiose o quelle vincolate a legati che obbligavano a celebrare Messe o altro).

Località Confortino

Località Confortino. La chiesa dedicata a S.Francesco vista in lontananza e la faccia con la porta d’ingresso principale dell’oratorio

L’oratorio di S.Francesco

Occupa un’area di 264 mq. e in origine non aveva la piccola sacrestia che c’è oggi dietro l’altare. Il tetto è sorretto da travi a capriate e portale e finestre hanno una forma ogivale probabilmente diversa dall’originale, frutto di successivi interventi che hanno comportato anche l’evidente spostamento delle finestre laterali. All’interno ci sono cinque altari: quello maggiore è sormontato da un quadro attribuito a Innocenzo Francucci, detto Innocenzo da Imola, raffigurante una Sacra conversazione con Madonna – seduta in trono – che ha in braccio il Bambin Gesù e intorno S.Ludovico da Tolosa e S.Francesco d’Assisi (alla destra), S.Antonio da Padova, S.Chiara e S.Giuseppe (a sinistra) e S. Giovannino ai piedi del trono. Entrando in chiesa vediamo a destra due altari – il primo con un quadro rappresentante S.Antonio da Padova in preghiera e il secondo con l’Immacolata all’interno di una nicchia – e a sinistra due altari senza arredi per consentire la visione dei lacerti (tracce, resti) degli affreschi – databili fra il XIV e XV secolo – scoperti durante i recenti lavori di restauro. Sulla parete sinistra è collocato il settecentesco Crocifisso di cartapesta restaurato nel 2008. La piccola sacrestia, ricavata dietro la parete absidale, risale presumibilmente a metà Ottocento.
Dallo Stato del Convento dei P.M.Conventuali di S.Francesco di Bologna, redatto nel 1784, ricaviamo la notizia che nel Settecento la chiesa era dotata di arredi di buona fattura. Poi, nel 1788, il padre rettore Nicola Cavallina fece restaurare l’altare maggiore, acquistò una nuova cornice per la pala dell’altare e installò due nuove campane sul campanile, inoltre, in data 22 gennaio 1789, la Curia di Bologna autorizzò la soppressione del cimitero e la riesumazione dei resti, che furono trasportati altrove.
Il 18 ottobre 1793, il podere Confortino (compresa la chiesa e ciò che restava di convento e cimitero) fu venduto (con rogito Annibale Brusa) al marchese Antonio Bovio Silvestri per scudi romani 1000, pari a 5000 lire di Bologna, con le seguenti condizioni: mantenere la chiesa nella forma e struttura esistente, lasciandone ai Padri francescani il gius-direttivo e al marchese solo l’uso. Il contratto vincolava il compratore a conservare gli apparati e le suppellettili esistenti, a fare celebrare una Messa ogni domenica e festività infrasettimanale da un sacerdote secolare, mentre il giorno del Perdono d’Assisi (la prima domenica d’agosto) era obbligato a far celebrare le funzioni religiose da un francescano appositamente incaricato dal Padre guardiano di Bologna. Si doveva poi collocare una lapide all’interno della chiesa in cui fosse ricordato che il Gius-direttivo della stessa era dei Reverendi Padri Minori Conventuali di Bologna (diritto di indicare, e gestire, la funzione ecclesiastica della chiesa).
Nel 1794 – settecento anni dopo! – si celebravano ancora le Messe secondo i disposti testamentari di Confortino Conforti.

Località Confortino restauro

L’interno della chiesa prima dei lavori di restauro.

La chiesa di S.Francesco, l’edificio un tempo adibito a convento e il piccolo podere di sua pertinenza, non entrarono nell’elenco dei beni sequestrati dallo Stato in virtù delle leggi imposte dai Governi napoleonici degli anni 1796/98, perché la soppressione degli Ordini religiosi fu decretata in un periodo in cui la chiesa faceva già parte del patrimonio privato dei Bovi Silvestri, e i rapporti con i frati francescani si limitavano all’obbligo di mantenerla aperta al culto e provvedere alla sua manutenzione.

Nel Catasto Gregoriano del 1831, l’Oratorio sotto la Protezione di S.Francesco e la casa del custode erano ancora di proprietà del marchese Federico Bovio Silvestri fu Antonio, che era poi lo stesso proprietario dei terreni circostanti il complesso religioso.
Solo il 20 maggio 1842 ci fu la vendita della Tenuta “detta Confortino”, compresa la chiesa (con rogito Pio Galeazzi Longhi) dal marchese Bovio Silvestri ai marchesi Giuseppe, Carlo e Franco, figli di Alessio Rusconi ed eredi Pallavicini, compresi gli obblighi assunti dai precedenti proprietari.

I marchesi Rusconi dedicarono molto zelo nella cura della chiesa di S.Francesco, e poiché era punto di riferimento spirituale e sociale dei coloni che lavoravano sulle loro terre, in accordo con la parrocchia di
Anzola (da cui dipendeva la gestione spirituale dell’oratorio) assicurarono la presenza fissa di un sacerdote nella chiesa ponendone il mantenimento a loro carico, insieme al sacrestano e al campanaro. Secondo gli accordi intrapresi con i Rusconi, il sacerdote era obbligato a risiedere in un piccolo appartamentino ricavato dove un tempo alloggiavano i frati e celebrare le funzioni religiose a carico dei rettori delle chiese succedanee, che non comprendevano però l’impartizione di alcuni sacramenti e la celebrazione dei matrimoni. Essendo il principale punto di riferimento e aggregazione dei figli dei coloni, al rettore era fatto obbligo di insegnare loro il catechismo e i primi elementi del leggere e scrivere.
Dal verbale della visita pastorale del 1895 risulta che la proprietà del Confortino era ancora della marchesa Ippolita Bentivoglio, vedova Rusconi, e che dal 1894, dopo la rinuncia del rettore don Lorenzo Canetoli, non era stato nominato nessun altro rettore. Nella visita successiva, effettuata nel 1909, si evidenzia che il giuspatronato era passato ai marchesi Rusconi-Bovio Silvestri e che il rettore era don Giuseppe Guidotti.
Per quanto riguarda l’assetto proprietario della chiesa, nel 1886 la Tenuta Confortino era già intestata ai fratelli Garagnani, e in seguito alla divisione patrimoniale risalente al 30 gennaio 1867, alla sola Giulietta Garagnani. Nel 1911 la Tenuta e la chiesa risultavano essere proprietà del signor Giulio Rocca Lucca di Venezia, per poi entrare definitivamente in possesso della parrocchia di Anzola in seguito alla donazione fatta nell’ottobre 1951 dall’ultimo proprietario, signor Giovanni Bravi.

Note redatte dal Centro Culturale Anzolese