L’Oratorio della B.V. Immacolata

Origine delle Compagnie del SS. Sacramento

Sono Confraternite che ebbero origine dopo il concilio di Trento e si diffusero nella Diocesi di Bologna per opera del cardinale Gabriele Paleotti, il grande riformatore della vita ecclesiale bolognese, con lo scopo di diffondere nei parrocchiani non solo l’amore di Dio ma anche quello verso il prossimo. Come già accennato in precedenza, la Compagnia del SS.Sacramento fu costituita ad Anzola in tempi precedenti l’opera pastorale del Paleotti, e anche in origine non disponeva di un suo oratorio era però attiva nel raccogliere elemosine da destinare ogni anno all’acquisto di arredi o suppellettili da donare alla Chiesa.
Nel 1714, l’arciprete don Serra concesse ai confratelli della Compagnia una stanza, sistemata in modo che se ne potessero servire per recitarvi
… l’Officio della B. Vergine e le orationi …
e tre anni dopo il nuovo arciprete don Vanti autorizzò i confratelli a trasformare la stanza in un vero e proprio Oratorio, in modo che vi si potessero celebrare anche le Sacre funzioni.

Ritratto del cardinale Gabriele Paleotti

Il cardinale Gabriele Paleotti (1522-1597) vescovo di Bologna dal 1582 al 1597

La costruzione dell’Oratorio

Quest’ultimo locale divenne ben presto insufficiente a rispondere alle esigenze della Confraternita, visto il continuo crescere degli iscritti e l’espandersi delle funzioni caritatevoli, per cui il 29 gennaio 1775 si decise di erigere un oratorio sul lato nord-ovest della chiesa parrocchiale al posto del cimitero attiguo alla chiesa, e due anni dopo fu consacrato, iniziando così la sua pluricentenaria funzione.
L’oratorio fu dedicato alla S. Vergine e la confraternita del SS. Sacramento fu aggregata alla consorella della chiesa del Suffragio di Roma, godendo così delle stesse particolari indulgenze di quest’ultima. Sotto l’edificio fu ricavata una cripta – ancora esistente – che fungeva da ossario per i confratelli della Compagnia.

Oratorio B V Immacolata Anzola

1) La parte sinistra dello splendido, e ben conservato, coro

2) Alessandro Guardassoni (1819-1888) “La Beata Vergine Immacolata”

Gli arredi

Il nuovo edificio sacro fu provvisto di tre locali: il più grande era l’Oratorio vero e proprio, e gli altri due erano ambienti in cui custodire gli strumenti necessari all’attività religiosa ed amministrativa della Compagnia. L’arredamento è composto dall’altare con un quadro ottocentesco (olio su tela) raffigurante la Beata Vergine Immacolata, opera di Alessandro Guardassoni (1819-1888), e da due Cori datati A. D. 1794 (recentemente restaurati) in legno di noce con cimase intagliate, di buona manifattura artigianale ed artistica, sui quali si disponevano il Priore e i confratelli per le Sacre funzioni o per la recita dell’Ufficio della B. Vergine.
Vi sono poi 2 panche e 5 banchi in radica di noce, acquistati nel 1777 come corredo dell’oratorio, ed un grande crocifisso collocato sulla parete destra, recentemente restaurato dal prof. Mauro Mazzali di Bologna, che a suo parere è databile fra il XVII e il XVIII secolo e mostra una buona manifattura artigianale ascrivibile più al nord-Italia che alla zona emiliana e bolognese.
E questa costituisce un’altra curiosità, perché tutte le opere d’arte della chiesa sono state intagliate, o dipinte, da artisti delle nostre terre, e quindi questo crocifisso o è stato prelevato da qualche oratorio poi sconsacrato o è stato portato ad Anzola da persone originarie del nord Italia.
Infine, il Tabernacolo risale al XVIII secolo ed è di legno dipinto uso marmo.

Note redatte dal Centro Culturale Anzolese