Sap 6,12-16; Sal 62; 1 Ts 4,13-18; Matteo 25,1-13
Nessuno dei protagonisti della parabola è esemplare: non lo sposo che esagera nel ritardo, non colui che sbarra la porta, neppure le 5 ragazze sagge ma dure. Eppure è così bella l’immagine d’avvio: dieci piccole luci nella notte, aria di festa, gente che si mette in cammino, esce nel buio e va incontro. Il Regno di Dio è simile a un incontro, è come attendersi un po’ d’amore dalla vita, un po’ di bellezza e un abbraccio in fondo alla notte. Suggestione di una scena notturna: dieci lampade accese, una costellazione in cammino, uno spicchio di cielo rovesciato sulla terra. Dieci cuori “come lucciole nell’alto buio” (Turoldo), che sfidano la notte, sfidano il ritardo del sogno, armati solo di una piccola luce. “E si addormentarono tutte…” Ed ecco lo scatto in alto, l’inatteso del racconto: una voce a mezzanotte, capace di risvegliare alla vita: ecco lo sposo! Il conforto di sapere che in ogni notte, in ogni abbandono e stanchezza, una voce verrà a svegliarci dalla vita sonnolenta. L’abbiamo sentita tutti: è stato un amico, potrei dirvi il nome; o un libro, posso dirvi il titolo; forse un salmo pieno di pathos, di stelle, di grida; un “beati voi”, in piedi, in cammino, voi miti, puri, limpidi, poveri, buoni, riaccendete il cuore. Forse una carezza, ma vera… Secondo colpo di scena: cinque ragazze hanno finito l’olio. Cosa sia quest’olio misterioso il vangelo non lo spiega. Ci può aiutare la poesia: “la fede è ciò che arde” (Ch Bobin), “la vita xe fiama” (Biagio Marin), “una multanime fiamma” (Clemente Rebora), Le ragazze ce l’avevano l’olio a casa, ma non l’hanno preso con sé: una risorsa sprecata, energia inutilizzata… Così accade quando non offriamo energie alte alla nostra vita: siamo fatti per incontrare, per una festa, uno sposo, un amore, una pienezza, una bellezza. E allora dà fondo alle risorse che hai, versa un rabbocco nei tuoi piccoli o grandi vasi… Ai giovani, ai vergini della vita, a tutti, la parabola suggerisce: preparati bene, preparati a cose grandi: a diventare padre, madre, amico, sposo, luce ai passi di qualcuno, piccolo samaritano buono. Riempi con intelligenza i piccoli vasi della tua esistenza, vivi con attenzione il tuo capitale di relazioni, così da saper vedere il bello quando arriva e abbracciarlo. Ciò che ti attende è grande: molta vita, molta gente, molta bellezza e creatività, occhi come stelle, dare una mano a Dio che continua a creare. Non lasciar spegnere la fiamma delle cose. Colui che tarda verrà, voce che risveglia, porta che si apre, vaso riempito fino all’orlo, lo splendore di un abbraccio in fondo alla notte… E tu non temere, alla fine sarà Lui, lo Sposo, a varcare la notte. (E. Ronchi)
DOMANDE PER IL DISCERNIMENTO
Come alimenti la speranza nel Signore nei momenti di buio? In che modo ti stai prendendo cura della lampada che il Signore ha posto nelle tue mani? PER LA PREGHIERA Signore Gesù, Figlio di Dio e Sapienza del Padre, Verbo fatto carne e splendore della gloria, tu ti sei avvicinato a noi, venendoci incontro e invitandoci alle nozze della chiesa con Dio Padre, Padre di tutti. Che il nostro amore domandi, cerchi, raggiunga e scopra la tua sapienza e permanga sempre in ciò che ha scoperto. Possa tu Signore quando verrai, trovare la tua chiesa vigilante nella luce dello Spirito per risvegliarla anche nel corpo, che giacerà addormentato nella tomba.
DAI PADRI DELLA CHIESA
“Le lampade che accendesti (subito dopo il battesimo) sono l’immagine di quel corteo di luci con cui, come luminose anime vergini non sonnolente per pigrizia e indolenza, andremo incontro a Cristo sposo con le lampade risplendenti della fede, affinché non si presenti d’improvviso a nostra insaputa colui che attendiamo, e noi, senza provvista di olio e di opere buone non veniamo esclusi dalla sala nuziale”
(S. Gregorio Nazianzeno, Discorsi 36)
L’IMMAGINE

