I DOMENICA DI QUARESIMA
Gen 9,8-15; Sal 24; 1Pt 3,18-22; Mc 1,12-15
La prima lettura racconta di un Dio che inventa l'arcobaleno, questo abbraccio lucente tra cielo e terra, che reinventa la comunione con ogni essere che vive in ogni carne. Questo Dio non ti lascerà mai. Tu lo puoi lasciare, ma lui no, non ti lascerà mai. Il Vangelo di Marco non riporta, a differenza di Luca e Matteo, il contenuto delle tentazioni di Gesù, ma ci ricorda l'essenziale: e subito lo Spirito lo sospinse nel deserto, e nel deserto rimase quaranta giorni tentato da Satana. In questo luogo simbolico Gesù gioca la partita decisiva, questione di vita o di morte. Che tipo di Messia sarà? Venuto per essere servito o per servire? Per avere, salire, comandare, o per La tentazione è sempre una scelta tra due vite, anzi tra due amori. E, senza scegliere, non vivi. «Togliete le tentazioni e nessuno si salverà più» (Abba Antonio del deserto), perché verrebbe a mancare il grande gioco della libertà. Quello che apre tutta la sezione della legge nella Bibbia: io metto davanti a te la vita e la morte, scegli! Il primo di tutti i comandamento è un decreto di libertà: scegli! Non restare inerte, passivo, sdraiato. Ed è come una supplica che Dio stesso rivolge all'uomo: scegli, ti prego, la vita! (Dt 30,19).
Che poi significa «scegli sempre l'umano contro il disumano» (David Maria Turoldo), scegli sempre ciò che costruisce e fa crescere la vita tua e degli altri in umanità e dignità. Dal deserto prende avvio l'annuncio di Gesù, il suo sogno di vita. La primavera, nostra e di Dio, non si lascia sgomentare da nessun deserto, da nessun abisso di pietre. Dopo che Giovanni fu arrestato Gesù andò nella Galilea proclamando il Vangelo di Dio. E diceva: il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete al Vangelo. Il contenuto dell'annuncio è il Vangelo di Dio. Dio come una bella notizia. Non era ovvio per niente. Non tutta la Bibbia è Vangelo; non tutta è bella, gioiosa notizia; alle volte è minaccia e giudizio, spesso è precetto e ingiunzione. Ma la caratteristica originale del rabbi di Nazaret è annunciare il Vangelo, una parola che conforta la vita: Dio si è fatto vicino, e con lui sono possibili cieli e terra nuovi.Gesù passa e dietro di lui, sulle strade e nei villaggi, resta una scia di pollini di Vangelo, un'eco in cui vibra il sapore bello e buono della gioia: è possibile vivere meglio, un mondo come Dio lo sogna, una storia altra e quel rabbi sembra conoscerne il segreto. Convertitevi... Come a dire: giratevi verso la luce, perché la luce è già qui. Ed è come il movimento continuo del girasole, isuo orientarsi tenace verso la pazienza e la bellezza della luce. Verso il Dio di Gesù, e il suo volto di luce.
DOMANDE PER IL DISCERNIMENTO
Come vivi i momenti di deserto, di prova, di solitudine?
Come puoi prenderti cura della tua interiorità in questo tempo quaresimale?
PER LA PREGHIERA
O Cristo, pace di chi a te si affida, accoglimi ancora nonostante i miei peccati e le mie debolezze. Tu che hai vinto il Maligno che insidia ogni uomo e vieni a recarmi la buona notizia: “Il Regno è compiuto, il Regno di Dio è vicino. La grazia non passi invano: convertimi a te, oggi. La vita con te e in te, sarà ad ogni istante lo stupore di una nuova creazione.
DALLA TRADIZIONE DELLA CHIESA
“Signore Gesù Cristo, sommo sacerdote, che con la tua preziosa morte, mi hai dato la vita, con la potenza del tuo Spirito e l’efficacia della tua presenza allontana da me tutte le insidie dell’avversario. Spezza in me ogni laccio di Satana e, per la tua misericordia, dissipa ogni tenebra del mio cuore. Il perfetto tuo amore, o Cristo, mi faccia trionfare in ogni tentazione. La tua santa umiltà mi insegni a evitare con prudenza tutte le lusinghe del nemico. Lo splendore della tau verità mi guidi e mi faccia camminare alla tua presenza in sincerità e integrità di cuore. La benedizione della tua indulgentissima misericordia mi prevenga, mi accompagni, mi custodisca fino al termine della vita” (S. Gertrude di Helfta, Exercitia, I, 40-50)
L’IMMAGINE

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gb 7,1-4.6-7; Sal 146; 1 Cor9,16-19.22-23; Mc 1,29-39
È il report di una giornata-tipo di Gesù, scandita dall’alternarsi di tre cose: annunciare, guarire, pregare. Cafarnao è il primo laboratorio del Regno, dove il mondo di Dio si misura con il mondo del dolore. Nella bibbia il futuro inizia sempre, come qui, dalle paludi. Marco inanella le tre location preferite del Maestro: la strada (Gesù si reca), la casa (di Simone), la folla. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Subito. Fa tenerezza questo preoccuparsi di Simone e Andrea delle loro vicende familiari e metterne a parte Gesù, come si fa con gli amici stretti. Tutto ciò che occupa il cuore dell’uomo entra nel rapporto con Dio.
Egli si avvicinò. Il primo verbo bellissimo, rivelatore: Gesù non sopporta distanze e mostra il suo primo annuncio in atto: il regno si è fatto vicino ( Mc 1,15). Si avvicinò e la prese per mano. Potenza umile dei gesti: mano nella mano, una donna e Dio. Una mano è fatta per innalzarsi in un gesto di invocazione, per stringere altre mani in segno di amicizia o di aiuto, per accarezzare e per proteggere, per ricevere e per dare.La prende e la solleva: toccare, arte della vicinanza, un parlare con il corpo, forza trasmessa a chi è stanco, fiducia per ogni figlio impaurito, carezza per chi è solo. Gesù la solleva, la fa “ri-sorgere”, la libera. Ed ella li serviva: il servizio è il test della vera guarigione per tutti. Il Vangelo usa lo stesso verbo nel racconto delle tentazioni, quando gli angeli si avvicinarono a Gesù e lo servivano. Una donna, la suocera di Simone, assimilata agli angeli, le creature più vicine a Dio, diventa la prima diaconessa
del Vangelo.Poi, dopo il tramonto del sole, finito il sabato con i suoi divieti (proibito anche visitare gli ammalati) tutto il dolore di Cafarnao si riversa alla porta della casa di Simone: la città intera era riunita davanti alla porta. Davanti a Gesù, in piedi sulla soglia, in piedi tra la casa e la strada, tra la casa e la città; davanti a Gesù che ama le porte aperte, che fanno entrare occhi e stelle, polline di parole e il rischio della vita; davanti alle porte aperte di Dio, s’addensa il dolore del mondo. La casa scoppia di folla e di dolore, e poi di vita ritrovata.Queste guarigioni compiute dopo il tramonto, quando iniziava il nuovo giorno, sono il collaudo del mondo nuovo, raccontato sul ritmo della Genesi: “e fu sera e fu mattino”. Il miracolo è, nella sua bellezza giovane, l’inizio del primo giorno della vita guarita. Quando era ancora buio, uscì in un luogo segreto e là pregava. Gesù sa inventare spazi, quegli spazi segreti che danno salute all’anima, a tu per tu con Dio, a liberare le sorgenti della vita, così spesso insabbiate. (E. Ronchi);
DOMANDE PER IL DISCERNIMENTO
In che condizione è la tua casa interiore? Come vivi l’invito di Gesù a portare ad altri l’annuncio del Vangelo?
PER LA PREGHIERA
O Signore, la tua parola oggi mi presenta te come modello di preghiera. Desidero apprendere da te l’arte del pregare e come te riuscire a conformare le mie scelte alla volontà del Padre. Guardando te, che nella notte e nella solitudine preghi il Padre, posso anch’io ritrovare con la preghiera il coraggio di camminare “altrove”, di mettere al centro le necessità dei miei fratelli. Potrò allora affrontare gli impegnativi “traslochi” che la volontà divina mi chiede e lasciarmi trasportare oltre il cammino, fino a trovarmi là dove non pensavo affatto di poter arrivare.
DAI PADRI DELLA CHIESA
“Dunque questa è la casa dove eleviamo la nostra preghiera, casa di Dio siamo noi stessi; veniamo edificati in questa vita per essere poi dedicati alla fine del tempo” (S. Agostino, Discorso 336,1)
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